LE ENERGIE RINNOVABILI FANNO PER VOI?
Pubblicato da Claudio Arivetti in data martedì, dicembre 7, 2010 In: Fonti rinnovabili
Forse sembrerà strano fare una domanda del genere...
Quando abbiamo iniziato a divulgare informazioni sulle energie rinnovabili lo abbiamo fatto certi che le tecnologie in quel campo erano finalmente disponibili e nel nostro immaginario non ci sarebbero stati più tubi del gas, centrali nucleari, termovalorizzatori, pompe di carburante, polveri sottili, buchi nell’ozono e blocchi del traffico.
Quando parlavamo di energie rinnovabili i cuori delle persone si infiammavano e, dal momento che la tecnologia era ormai matura, sembrava che da lì a poco tutto sarebbe partito. Siamo stati avvicinati da persone che ci hanno descritto
i loro progetti nel cassetto spiegandoci come in passato mai erano riuscite a far partire le tecnologie (valide) da loro sviluppate o da altri che si lamentavano dei danni che il pianeta stava subendo. Insomma, pareva che finalmente avessimo l’opportunità di recuperare al grave colpo che avevamo inferto alpianeta (quasi invisibile dal nostro salotto).
Ma in realtà abbiamo solo parlato molto, mentre poi è stato fatto davvero poco e un sacco di imprenditori che hanno tentato di sfondare nel rinnovabile hanno mollato.
Cosa è successo?
Innanzitutto non abbiamo più fiducia nei progetti intrapresi dalla comunità per la comunità.
Il problema è che l’esperienza ha insegnato a troppe persone che questo tipo di attività in realtà nascondono fregature: troppo spesso quando si parla di “vantaggio pubblico” l’unico intento è spillare denaro ai cittadini. Di conseguenza perché impegnarsi in attività individuali a vantaggio della comunità?
Nella maggior parte dei casi la risposta è “gli altri si arrangino, ora penso esclusivamente a me”.
Questa l’anatomia del disastro. Non crediamo più che qualcosa possa aiutarci a migliorare la vita. A cosa è più facile credere? All’inquinamento, alle tasse e alle bollette che aumenteranno, al ladro che scappa con il nostro portafoglio, al poliziotto che ci fa la multa ma non può fare nulla allo spacciatore, al furbo che ci taglia la strada e che fingendo di essere dispiaciuto alza la mano. Sono le nostre solite certezze e sappiamo che di solito tutto peggiora.
In poche parole siamo diventati pessimisti. E solitamente più siamo pessimisti peggio ci va la vita. Poi arriva qualcuno che dice: “lo sapete che potreste vivere in una casa senza bollette?”. Secondo voi quale sarà l’immediato pensiero del pessimista? A questa persona si potrebbero offrire ricchezze, felicità e altro ancora. Sicuramente rifiuterà perché sarà convinto che c’è dietro una fregatura.
Qualunque sia l’obiezione del pessimista -le rinnovabili non funzionano, lo stato non ci aiuta, sono anziano, il mio idraulico dice...- in realtà sta dicendo che non ci crede, nemmeno se glielo si dimostra.
Ogni sforzo per convincerlo a fare qualcosa di buono verrà prontamente vanificato e si tornerà a casa con il dubbio che forse ha ragione lui... oltre a un forte mal di testa.
Eppure potremmo davvero rendere l’aria salubre, gli ospedali meno affollati per tumori e azzerare le bollette con semplici azioni.
Ovviamente non stiamo sostenendo che la sua felicità dipenda da un pannello solare o da qualche centinaia di euro in più al mese nel portafoglio, ma dal fatto che si capisca che tra le migliaia di fregature si può trovare qualcosa di buono.
Fortunatamente guardandoci attorno troveremo anche gli ottimisti. É molto meglio vivere e lavorare con loro: gli ottimisti sono predisposti a tutto ciò che migliora e sono in grado di capire se gli si sta proponendo un buon affare oppure una fregatura. Il tutto sta nel dimostrare la validità di ciò che si dice. Inoltre l’ottimista non sta troppo a guardare le colpe degli altri ed è in grado di assumersi una certa dose di responsabilità per quello che gli accadrà e solo per questo motivo è fortunato. E come se non bastasse, rende gli altri maggiormente ottimisti.
Le persone che hanno cambiato in meglio la vita degli altri sono state sicuramente ottimiste, altrimenti avrebbero
mollato – o fatto grandi disastri. Ma purtroppo qualcosa sta cambiando. Anche gli ottimisti, che solitamente hanno spalle grosse e si addossano grandi responsabilità a dispetto di continue critiche, di fronte a troppa indifferenza tendono a cedere. Sarebbe davvero una grave perdita sociale.
Gli effetti negativi li stiamo già osservando. Per esempio l’inquinamento è causato da cattivi amministratori che hanno preso il posto di buoni amministratori purtroppo sfiancati dall’indifferenza e dagli attacchi. Se si vuole che l’aria e l’acqua si inquinino ancora di più basta far finta di niente. Se si vuole che i carburanti stendano definitivamente la nostra
economia (già in ginocchio) basta non fare niente.
Possiamo continuare a fare gli indifferenti e fingere che tutto vada bene. Possiamo pensare che tanto non c’è nulla da fare. Non è per nulla vero: si può ancora fare qualcosa, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Non occorrono donazioni, ne sforzi particolari.
Solo una dose superiore di ottimismo che permetta di pensare che si può fare qualcosa per la nostra salute, quella del pianeta e del nostro portafoglio.
La verità è che esiste una semplice soluzione per ogni problema che abbiamo, ma non viene applicata semplicemente perché crediamo a qualche ciarlatano che ci ha resi docili e indifferenti.
L’indifferenza permette ai pasticcioni di complicarci la vita.
Ora rispondete a questo:
Lo scienziato pessimista può scoprire qualcosa di
buono?
Siete ottimisti o pessimisti?
Le energie rinnovabili fanno per voi?
Ora lo sapete.
Quando abbiamo iniziato a divulgare informazioni sulle energie rinnovabili lo abbiamo fatto certi che le tecnologie in quel campo erano finalmente disponibili e nel nostro immaginario non ci sarebbero stati più tubi del gas, centrali nucleari, termovalorizzatori, pompe di carburante, polveri sottili, buchi nell’ozono e blocchi del traffico.
Quando parlavamo di energie rinnovabili i cuori delle persone si infiammavano e, dal momento che la tecnologia era ormai matura, sembrava che da lì a poco tutto sarebbe partito. Siamo stati avvicinati da persone che ci hanno descritto
i loro progetti nel cassetto spiegandoci come in passato mai erano riuscite a far partire le tecnologie (valide) da loro sviluppate o da altri che si lamentavano dei danni che il pianeta stava subendo. Insomma, pareva che finalmente avessimo l’opportunità di recuperare al grave colpo che avevamo inferto alpianeta (quasi invisibile dal nostro salotto).
Ma in realtà abbiamo solo parlato molto, mentre poi è stato fatto davvero poco e un sacco di imprenditori che hanno tentato di sfondare nel rinnovabile hanno mollato.
Cosa è successo?
Innanzitutto non abbiamo più fiducia nei progetti intrapresi dalla comunità per la comunità.
Il problema è che l’esperienza ha insegnato a troppe persone che questo tipo di attività in realtà nascondono fregature: troppo spesso quando si parla di “vantaggio pubblico” l’unico intento è spillare denaro ai cittadini. Di conseguenza perché impegnarsi in attività individuali a vantaggio della comunità?
Nella maggior parte dei casi la risposta è “gli altri si arrangino, ora penso esclusivamente a me”.
Questa l’anatomia del disastro. Non crediamo più che qualcosa possa aiutarci a migliorare la vita. A cosa è più facile credere? All’inquinamento, alle tasse e alle bollette che aumenteranno, al ladro che scappa con il nostro portafoglio, al poliziotto che ci fa la multa ma non può fare nulla allo spacciatore, al furbo che ci taglia la strada e che fingendo di essere dispiaciuto alza la mano. Sono le nostre solite certezze e sappiamo che di solito tutto peggiora.
In poche parole siamo diventati pessimisti. E solitamente più siamo pessimisti peggio ci va la vita. Poi arriva qualcuno che dice: “lo sapete che potreste vivere in una casa senza bollette?”. Secondo voi quale sarà l’immediato pensiero del pessimista? A questa persona si potrebbero offrire ricchezze, felicità e altro ancora. Sicuramente rifiuterà perché sarà convinto che c’è dietro una fregatura.
Qualunque sia l’obiezione del pessimista -le rinnovabili non funzionano, lo stato non ci aiuta, sono anziano, il mio idraulico dice...- in realtà sta dicendo che non ci crede, nemmeno se glielo si dimostra.
Ogni sforzo per convincerlo a fare qualcosa di buono verrà prontamente vanificato e si tornerà a casa con il dubbio che forse ha ragione lui... oltre a un forte mal di testa.
Eppure potremmo davvero rendere l’aria salubre, gli ospedali meno affollati per tumori e azzerare le bollette con semplici azioni.
Ovviamente non stiamo sostenendo che la sua felicità dipenda da un pannello solare o da qualche centinaia di euro in più al mese nel portafoglio, ma dal fatto che si capisca che tra le migliaia di fregature si può trovare qualcosa di buono.
Fortunatamente guardandoci attorno troveremo anche gli ottimisti. É molto meglio vivere e lavorare con loro: gli ottimisti sono predisposti a tutto ciò che migliora e sono in grado di capire se gli si sta proponendo un buon affare oppure una fregatura. Il tutto sta nel dimostrare la validità di ciò che si dice. Inoltre l’ottimista non sta troppo a guardare le colpe degli altri ed è in grado di assumersi una certa dose di responsabilità per quello che gli accadrà e solo per questo motivo è fortunato. E come se non bastasse, rende gli altri maggiormente ottimisti.
Le persone che hanno cambiato in meglio la vita degli altri sono state sicuramente ottimiste, altrimenti avrebbero
mollato – o fatto grandi disastri. Ma purtroppo qualcosa sta cambiando. Anche gli ottimisti, che solitamente hanno spalle grosse e si addossano grandi responsabilità a dispetto di continue critiche, di fronte a troppa indifferenza tendono a cedere. Sarebbe davvero una grave perdita sociale.
Gli effetti negativi li stiamo già osservando. Per esempio l’inquinamento è causato da cattivi amministratori che hanno preso il posto di buoni amministratori purtroppo sfiancati dall’indifferenza e dagli attacchi. Se si vuole che l’aria e l’acqua si inquinino ancora di più basta far finta di niente. Se si vuole che i carburanti stendano definitivamente la nostra
economia (già in ginocchio) basta non fare niente.
Possiamo continuare a fare gli indifferenti e fingere che tutto vada bene. Possiamo pensare che tanto non c’è nulla da fare. Non è per nulla vero: si può ancora fare qualcosa, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Non occorrono donazioni, ne sforzi particolari.
Solo una dose superiore di ottimismo che permetta di pensare che si può fare qualcosa per la nostra salute, quella del pianeta e del nostro portafoglio.
La verità è che esiste una semplice soluzione per ogni problema che abbiamo, ma non viene applicata semplicemente perché crediamo a qualche ciarlatano che ci ha resi docili e indifferenti.
L’indifferenza permette ai pasticcioni di complicarci la vita.
Ora rispondete a questo:
Lo scienziato pessimista può scoprire qualcosa di
buono?
Siete ottimisti o pessimisti?
Le energie rinnovabili fanno per voi?
Ora lo sapete.
In : Fonti rinnovabili